L’analista Jung, lo scrittore Joyce, il drammaturgo Beckett, il coreografo Duncan, in comune hanno “Lucia“.

Paziente di Jung, figlia di Joyce, amante di Beckett, allieva di Duncan. Forse troppa luce attorno non permette di scorgere la propria.

Ma il suo nome, semplice e potente, porta con sè queste due parole: luce e gioia.

Mi piace ricordarla nella brillantezza della sua danza e nel genio audace dei tempi.

Al netto della schizofrenia, dei tentativi di suicidio, delle conflittualità e delle simbiosi familiari, del sacrifico e della magrezza, dell’ipercura e dell’abbandono, Lucia è innanzitutto se stessa alla ricerca di se stessa.

Una vita sofferta. Il tentativo di esprimersi attraverso la danza, unica vera passione. Un processo di individuazione che prende il via ma che si arresta bruscamente. Il tutto in un contesto familiare complesso, con lo spettro di una malattia psichiatrica importante.

Ciò che colpisce di questa biografia è quella tendenza attualizzante di cui ci parla Rogers. Ognuno di noi, per una forza interna intrinseca alla natura umana, può orientarsi verso la realizzazione di sè. Possiamo abbattere ostacoli e calcolare deviazioni necessarie.

Come un torrente in piena, la strada è segnata, la direzione ben tracciata.

Ma ciò non sempre basta. Cumuli di detriti, miserie e alberi spezzati, deviazioni violente, svuotamenti alla fonte, prosciugano il torrente, trasformandolo in un fragile rigagnolo.

Lucia Joyce si fa testimone, ma purtroppo fino a un certo punto della sua vita, della tendenza attualizzante. Ma c’è anche molto altro.

Il male di vivere, l’insicurezza, i fantasmi della memoria, la solitudine, il genio, la verità, la forza della scelta, il valore del legame.

Come spesso accade il femminile cade nell’oblio. La storia è intrisa di figure femminili poco raccontate, una sorta di damnatio memoriae.

Ma qualcosa continua nonostante tutto a riecheggiare.

Probabilmente perchè, seppur in un rigagnolo, la vita continua a pulsare, testimonianza di quanto la fragilità possa essere potente e continuare a danzare nella luce.

Floriana Terranova

Per una biografia completa consiglio “Il segreto di Lucia Joyce” di L. Guarnieri, ed. La nave di Teseo.

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