L’unico peccato, motivo di viltà, per la psicoanalisi è il tradimento del proprio desiderio.

L’ascolto di un colpo secco come dirà Freud, un intruso, colui il quale rende la vita vitale, così si presenta il desiderio.

Sbanda le ragioni dell’Io, obbliga a una presa di coscienza, spinge il Sè a trovare strade di espressione per una pulsione interna unica, propria, inesorabile.

Per Lacan il primo desiderio è il desiderio dell’altro, ossia il desiderio di essere desiderabile e desiderato dall’altro.

Se non c’è nei ricordi della culla il ricordo del desiderio dell’altro, potremmo sentirci estranei a noi stessi. Se non percepiamo di essere desiderati in quanto vivi e noi stessi, l’espressione del nostro desiderio non potrà essere. La mancanza di accettazione incondizionata rende alieno il proprio desiderio.

Accecati dal desiderio dell’altro, vogliamo essere desiderabili all’altro. Vogliamo essere desiderati dall’altro. Così, ci allontaniamo da ciò che realmente può trasformare la nostra vita da semplice pulsione biologica a espressione del proprio daimon. Ci allontaniamo dal nostro proprio desiderio.

Meno siamo disposti a rischiare qualcosa di vero, di nostro, più ci si illude di vivere vite felici e ricche. Più rincorriamo il desiderio dell’altro, più ci allontaniamo dalla possibilità di costruire una felicità eudaimonica.

Di quanta apertura disponiamo per assumerci il rischio della perdita, della vergogna, del fallimento?

Quanto siamo disposti a perdere per ottenere realmente cosa è importante per noi?

Quanta voglia abbiamo di separarci da noi stessi per pacificarci con la parte più profonda di noi?

Quanto siamo in grado di rinunciare a maschere, indecisioni, instabilità?

Quanto siamo disposti, uscendo dalla caverna, a rimanere accecati dai bagliori della consapevolezza?

Qual è il prezzo che siamo ancora disposti a pagare?

Vogliamo che le nostre illusioni rimangano intatte. Ciò consente al nostro vero Sè di continuare a nascondersi.

Questo è il vero peccato: venuti al mondo rinunciare a rinascere attraverso il proprio desiderio.

Floriana Terranova

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