La psicologia del lavoro è nata per studiare dinamiche relazionali all’interno di organizzazioni lavorative. Spesso si concentra su fattori di stress e demotivazione.
Numerosi sono infatti i luoghi di lavoro caratterizzati da problematiche inerenti queste due tematiche.
Stress e demotivazione sembrerebbero derivare da una sofferenza per scarso controllo da parte dei dipendenti su attività dell’organizzazione. Da ciò, il potere decisionale, risulterebbe fortemente limitato.
Ciò porterebbe i dipendenti a non sentirsi parte del sistema. Inoltre, avrebbero la percezione di subire una realtà su cui è impossibile intervenire.
Mansioni ripetitive e poco creative inoltre sembrano aggravare ulteriormente livelli motivazionali già di per sé fragili.
C’è da considerare inoltre che la dimensione lavorativa non è costituita solo da funzioni e mansioni. È fatta, anche e soprattutto, di relazioni e quindi di comunicazione interpersonale.
Un ambiente lavorativo scarsamente motivato può determinare una difficoltà di comunicazione tra pari e dirigenti, innescando un circolo vizioso di:
“insoddisfazione – incomunicabilità -conflitto – mancanza di mission comune -insoddisfazione “.
Cosa fare quindi?
Per rispondere a questa domanda può essere utile prendere in esame le aziende che funzionano meglio. È importante considerare i fattori maggiormente presenti in esse.
Quelli associati a un buon fatturato sembrano essere:
- collaborazione
- comunicazione aperta
- crescita professionale
- miglioramento delle proprie prestazioni
- compensi e benefici
- sicurezza sul posto di lavoro
- valorizzazione vita privata
- riconoscimenti
- mission chiara
Garantire per ognuno di questi fattori un’attenzione specifica fa sì che il luogo di lavoro possa essere vissuto come veramente ambiente sano e sicuro in cui potersi utilizzare al meglio e al massimo.
Ma quanto succede veramente questo?
(Floriana Terranova)




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