Daniel Kahneman, “Pensieri lenti e veloci“, un libro, una risorsa oggi più che mai fondamentale per comprendere in profondità il rapporto tra mente umana e intelligenza artificiale (AI). 

I pensieri veloci (sistema 1) di cui ci parla Kahneman sono un processo intuitivo e automatico che si attiva per rispondere in modo rapido alle varie questioni che si presentano.

Si contrappone e rapporta ai pensieri lenti (sistema 2) che prevedono un ragionamento, necessitano di più tempo in quanto analitici, permettendo di sondare più sfaccettature della questione.

L’intelligenza artificiale (AI), nel suo modo di elaborare e interagire ha elementi in comune soprattutto con i pensieri veloci (sistema 1). 

Grazie a un lavoro di associazioni, sia l’AI sia i pensieri veloci, elaborano rapidamente informazioni per fornire una risposta velocissima.

Un’altra similitudine è data però dalla facilità di errore. Entrambi i processi, data la velocità di elaborazione, possono essere soggetti ad errori che, tuttavia, riscontriamo molto di meno nei pensieri lenti (sistema 2). 

Ma se ci concentriamo invece sulle differenze possiamo comprendere meglio la peculiarità dell’intelligenza umana in rapporto a quella artificiale.

I pensieri veloci (umani), a differenza dell’intelligenza artificiale, risultano essere condizionati dalle emozioni, dagli stati d’animo del momento e dal contesto in cui ci si trova.

Nonostante i tentativi di “umanizzazione“ dell’AI quest’ultima tende, sul piano delle emozioni, a rimanere artificiosa ed eccessivamente costruita. 

L’AI può riconoscere le emozioni ma non prova emozioni.

Ciò è determinante in quanto, almeno ad oggi, l’AI non è caratterizzata dal cosiddetto “fattore umano”. 

Di contro la mente umana rimane invece esposta a condizionamenti emotivi.

Questo aspetto, da una parte se rimane inconsapevole rischia di diventare limitante e condizionante nelle scelte.

Dall’altro lato però connota la decisone umana di un fattore umano imprescindibile: quello delle emozioni.

Se lavoriamo in termini di consapevolezza quindi questo elemento diventa un timone che orienta nell’esperienza della vita in un modo ad oggi insostituibile.

Di questi tempi sempre di più è fondamentale comprendere limiti e potenzialità di un cambiamento radicale. 

(Floriana Terranova)

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